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Nicaragua hay que seguir adelante

…”Ho visto una bambina coperta di polvere che mi guardava con due grandi occhi scuri smarriti nella solitudine”.

...”Ho visto i suoi fragili capelli impolverati persi nel vento caldo del Nicaragua.”…

”Ho visto due cani, forse solo due scheletri coperti di pelle, che si contendevano
furiosamente il tutolo di una pannocchia.”

…”Ho visto una bambina sporca, così sporca, che i suoi occhi quasi non si vedevano.”

…”Ho visto un uomo che aggiustava la sua “casa” con tanti pezzi di cartone piccoli così.”

…”Ho visto una bambina di due anni che faceva capolino in mezzo al sudiciume
di quello straccio che era il suo letto.
Aveva in mano un mandarino mezzo spappolato dalle sue piccole manine sporche.
Mi sarebbe venuto il colera a mangiarlo.
Le sue labbra minute accoglievano ogni spicchio come una festa.”

…”Ho visto la morte dipinta sul volto dei vivi.”…





Como es posible?

…“Cammino per le strade di Managua e stento a crederci: centinaia di ragazzini, bambini, ninos y ninas che trasportano i loro fratellini più piccoli, anche appena nati, come fagottini sulle spalle…

Sono vestiti di stracci, spesso nudi, sudici e affamati.
Sono loro che popolano le strade della capitale.

Cerco disperatamente le loro case e scorgo solo un’immensa distesa di baracche di cartone, plastica e lamiera arrugginita.
Mi sforzo di incontrare lo sguardo vigile e attento delle loro madri e incrocio solo gli occhi disperati di mamme-bambine affamate e distrutte dalla vita.

Penso alle scuole…
ma mi accorgo che sono solo per i figli dei ricchi, in uniforme e scarpette lucide.
Eppure in Nicaragua oggi splende il sole, a detta di Qualcuno…

Piuttosto scettica sulla reale entità di questo astro celeste, i cui effetti fino ad oggi avevo immaginato alquanto diversi, comincio il mio viaggio nel cuore sconvolto di questo Paese.”…





No nos dejaron otro camino

…“Di che cosa dobbiamo chiedere perdono?

Di che cosa ci devono perdonare?

Di non morire di fame?

Di non tacere la nostra miseria?

Di non avere accettato umilmente il gigantesco carico storico di disprezzo e abbandono?

Di esserci sollevati con le armi quando ci erano state chiuse tutte le altre vie?…

Di avere dimostrato al resto del Paese e al mondo intero che la dignità umana è ancora viva ed esiste nei suoi abitanti più poveri?…

Di essere in maggioranza indios? …

Di lottare per la libertà, la democrazia e la giustizia?…

Di non arrenderci?

Di non venderci?

Di non tradirci?

Chi deve chiedere perdono e chi può concederlo?”…

Sub- comandante Marcos, Selva Lacandona, Chiapas, Agosto 1992




C'eri una volta tu, piccola Nicaragua..

…“Qualcuno potrà trovare queste pagine di parte.

Si, sicuramente dalla parte dei più sacrificati tra i poveri del Nicaragua.

Perché qui in queste pagine riporto quello che mi hanno raccontato solo gli invalidi,
i ciechi,
i senza braccia,
i senza gambe,
i sordi,
i ragazzi di vent’anni impazziti.

Oltre cinquantamila giovani, molti di essi ancora fanciulli,
tutti vittime di quella sporca guerra condotta da Reagan in nome della libertà e combattuta dai suoi mercenari in nome di Gesù Cristo e del PapaNo,
non sono andato ad ascoltare i ricchi che vivevano in ville e nemmeno i grandi proprietari terrieri.

E nemmeno i Vescovi del Nicaragua tutti “silenziosi”, per dieci anni, davanti a quel genocidio.

No, questo no!”…





Nueva vida?

“…tutto quanto si è scatenato dentro di me alla vista
di molte decine di migliaia di persone non più esseri umani,
in stragrande maggioranza bambini anche appena nati,
in condizioni di precarietà sconosciute anche agli animali in pericolo di estinzione.

Donne incinte, ragazze con bimbi al seno condannate a vivere sotto il “plastico negro”
(la plastica dei nostri sacchi pattumiera)
come tetto e nella polvere come letto.

Senz’acqua.

Io non avevo mai visto nulla di tanto sacrilego nella mia vita.”…


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